Il conflitto lampo tra Israele ed Iran, con il successivo intervento-lampo degli Stati Uniti, ribattezzato da Donald Trump “Guerra dei 12 Giorni”, si è fortunatamente concluso lasciando più interrogativi geopolitici che conseguenze reali sui mercati. Dopo l’attacco israeliano del 13 giugno e la risposta iraniana, il coinvolgimento degli Stati Uniti ha intensificato lo scontro, creando una sensazione di spaesamento e paura nell’opinione pubblica riguardo le conseguenze di un’imprevedibile escalation.
La reazione dei mercati finanziari alla nuova crisi è stata sorprendentemente composta:
le Borse mondiali hanno tenuto, mostrando una resilienza ormai sempre più diffusa anche di fronte a tensioni internazionali. Nel reddito fisso, l’attenzione è rimasta focalizzata sugli interventi previsti da parte delle banche centrali e sulle politiche fiscali americane ed europee, mentre sul lato valutario continua l’indebolimento del dollaro rispetto all’euro e alle principali valute mondiali (+13% circa nel cambio euro-dollaro nel 2025)
Infine, per quanto concerne le materie prime sia petrolio che oro hanno reagito in modo più evidente: il greggio è salito fino a 75 dollari al barile per il timore di una possibile chiusura dello stretto di Hormuz per poi riassestarsi intorno a quota 65; l’oro ha toccato un picco di oltre 3.400 $ l’oncia prima di rientrare sotto quota 3.300.
Anche dagli eventi recenti è possibile trarre una lezione: gli eventi temporanei hanno una rilevanza contenuta nella gestione del proprio patrimonio, mentre i cambiamenti e le tendenze strutturali e sistemiche restano gli elementi alla base di ogni ragionamento; inoltre, una gestione professionale e ben diversificata del proprio portafoglio permette di proteggerlo al meglio in situazioni di tensione finanziaria e, soprattutto, emotiva.
I principali indici delle borse mondiali sono in gran parte positivi da inizio anno, con la maggior crescita registrata nel mercato di Hong Kong, dopo i recenti anni difficili e del DAX di Francoforte, grazie ai forti stimoli dal governo tedesco. I maggiori indici americani invece hanno terminato il primo semestre 2025 a valori record.
Performance da inizio anno, ad un anno e a cinque anni dei principali mercati azionari mondiali (aggiornamento 27.06.2025)

Prosegue il trend positivo delle aziende maggiormente incentrate sullo sviluppo e implementazione dell'intelligenza artificiale, con Nvidia e Microsoft ormai prossime alla soglia dei 4.000 miliardi di capitalizzazione. Sono maggiormente penalizzate in questa prima fase dell'anno Apple, considerata indietro nella corsa all'AI e Google, in quanto le ricerche via web si stanno sempre più spostando dal suo storico motore di ricerca alle varie applicazioni dell'intelligenza artificiale.
Performance da inizio anno, ad un anno e a cinque anni delle “magnifiche 7” aziende tecnologiche (aggiornamento 27.06.2025)


